..e di punto in bianco la Buell non ne voleva sapere di partire. Ho notato che girando la chiave il quadro si accendeva, ma non si sentiva il classico sibilo di messa in moto della pompa benzina. Ho aperto il coperchietto sotto la sella e scoperchiato la scatola fusibili , una rapida controllata ai fusibili per scrupolo anche se già intuivo cosa poteva essere.
Techspec ha sviluppato una linea di pannelli serbatoio in gomma che facilitano la guida e aumentano il comfort: Gripster. Applicando i pannelli Techspec Gripster alle superfici della moto a contatto col corpo durante la guida, si aiuta il corpo a mantenere una posizione ideale, si migliora il controllo e si riduce lo sforzo in curva ed in frenata.
Il materiale utilizzato, disponibile in 4 diverse tipologie, che differiscono per superficie e spessore, è indistruttibile e resistente agli agenti atmosferici.
E’ disponibile in kit preformati specifici per modello di moto o in fogli da sagomare su misura. Il pannello viene tenuto saldamente in posizione grazie ad uno speciale adesivo che ne consente poi la rimozione, senza lasciare residui di alcun tipo, e ne consente anche il successivo riposizionamento.
Il materiale dei pannelli Gripster non usura la tuta in pelle e aiuta a proteggere il serbatoio e la carrozzeria dai graffi provocati da zip e fibbie.
Al posto del serbatoio una bombola da sub. L’aria invece della benzina. Sarà il mezzo del futuro? Vedremo…
La ricetta è semplice: la ciclistica di un’agile enduro, un motore avveniristico e la fantasia di un giovane designer, Dean Benstead.
Ecco come nasce il prototipo denominato O2 Pursuit Concept che vi mostriamo in queste pagine e che sfrutta un propulsore ad aria compressaEngineair.
Benstead ha pensato di inserire, a mo’ di serbatoio, una bombola da sub all’interno della ciclistica di una Yamaha WR 250F. La bombola contiene aria a 200 bar, ma con uno sviluppo ulteriore di questa tecnologia si potrebbe tranquillamente arrivare a poter contenere aria a 400 bar.
Vediamo come sostituire i contrappesi al manubrio di una Honda Transalp.
I pesetti del mabubrio sono inseriti a pressione dentro il manubrio, ho visto qualcosa del genere su un CBR.
Questi pesi solo lunghi una decina di centimetri e hanno un diametro poco al di sotto della misura interna del manubrio, per bloccarli la Honda ha aggiunto dei gommini molto, ma molto fastidiosi da tirar fuori.
All’inizio , avendo visto anche del silicone giallo che usciva fuori da questi gommini, volevo praticare un foro centrale e filettarlo, in modo da poterlo usare come “estrattore”. Mi sono reso conto di come era montato il tutto dopo perchè, quando sono andato ad appoggiare la punta, il pezzo dentro ha cominciato a girare ed è entrato ancora più dentro al manubrio, ho corso il rischio che se ne andasse li dove non si poteva più tirare fuori, ma per fortuna è andata bene 🙂
Mi sono armato quindi di due giraviti e di una pinza a pressione, con i due giraviti ho tirato verso l’esterno due linguettine metalliche che servono per incastrare il tutto, una volta che il contrappeso è uscito di mezzo centrimeto fuori dalla sua sede, ho preso la testa con la pinza a pressione e ho tirato fuori il tutto. Voilà, manubrio libero.
Una volta fatto questo, il resto dell’operazione è stata una passeggiata, è bastato inserire i due contrappesi “freschi freschi” di giornata ed ammirarli nella loro nuova sede.
Capita che con il freddo ci dimentichiamo della moto in garage, cosi come sello scooter o che sempre per colpa del freddo le batterie subiscano alterazioni tali da compromettere il corretto funzionamento.
Ci sono diversi caricabatterie da utilizzare, di ogni tipo,colore e prezzo. Oggi qui parleremo del BC K900 , un dispositivo innovativo tra i caricabatteria, mantenitori e ricondizionatori presenti sul mercato che semplicemente premendo un pulsante ci da la possibilità di scegliere il tipo di batteria (6 Volt o batterie 12 Volt) e con la possibilità di ricarica direttamente dalla presa 12 Volt per le moto dotate di sistema CAN-Bus, come le BMW.
Questo dispositivo praticamente funziona cosi: verifica che la batteria sia in condizione di essere ricaricata (oppure effettua – se necessario – il recupero e ricondizionamento di batterie molto scariche), esegue poi la carica, la desolfatazione ed il test di fine ciclo, per verificare che la batteria mantenga in modo ottimale la carica, prima di passare al mantenimento di lungo periodo. Il dispositivo si può lasciare collegato alla batteria a tempo indeterminato. La garanzia è di tre anni, ed è un prodotto 100% made in Italy. Che ne dite ?
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